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Moda & Ambiente Coniugare moda e ambiente si può, ecco le creazioni di Simone Perricone

Un giovane di Villafranca Sicula realizza abiti creati con materiali poverissimi provenienti dalla raccolta differenziata riuscendo a mettere in passerella una vera e propria collezione di capi da sera e per ogni occasione elegante

di Santina Matalone - 24/07/2014

Diplomato geometra si scopre appassionato non di visure o di rilievi catastali, ma di moda, quella però che guarda al rispetto dell’ambiente. Simone Perricone, giovane di Villafranca Sicula che da quattro anni vive l’emozione di realizzare capi d’abbigliamento creati da materiale proveniente dalla raccolta differenziata.

“Riciclando si può creare altro”, dice Simone che con i suoi abiti cerca di trasmette un messaggio a chi assiste alle sue sfilate di sensibilizzazione verso una raccolta dei rifiuti differenziata. Ogni oggetto destinato in discarica, grazie a Simone ha una seconda vita, può essere riutilizzato ed essere rispettoso dell’ambiente perché non inquina.

E così che il giovane geometra e stilista, ha creato una sua collezione di abiti realizzati con materiali poverissimi riuscendo a mettere in passerella una vera e propria collezione di capi da sera e per ogni occasione elegante. Come ad esempio l’abito “Bacco, Tabacco e Venere”, realizzato con 1.300 cartine di alluminio del tipo che si trovano nei pacchetti di sigarette, intrecciate e incollate una ad una, per quasi un anno, ottenendo una specie di tessuto che tagliato e sagomato sulla modella, prende vita in un meraviglioso e scintillante abito.

Oppure “La Perla Nera” ottenuto dall’impiego di 18 cinture di sicurezza che sono state modellate e plasmate su una sottoveste di rete frangivento ad effetto trasparenza. “Elegant Alluminium”. Così ha chiamato invece il capo di cotone tempestato di riccioli e segatura di alluminio recuperati dagli scarti di lavorazione degli infissi di alluminio.

Ci sono voluti invece quasi 10 giorni per il capo della collezione “Maliziosa”: gonna realizzata con carta da imballaggio e arricchita con applicazioni di pezzi di cartoni di uova che sono stati utilizzati anche per creare una stola . E nella sua collezione, Simone Perricone non si è fatto mancare il pezzo “forte”; come fanno i grandi stilisti, ha pensato anche all’abito da indossare per il giorno più bello per una donna: l’abito da sposa, chiamato “Sweet-Bride”, realizzato interamente con rete metallica esagonale ricoperta di perle e perline di polistirolo vergine. E per la sposa anche il suo bouchet composto da 8 rose fatte con fil di ferro e ricoperte anch'esse da perline di polistirolo, dipinte di rosa con l'aggiunta di foglie.

Abiti che vengono impreziositi e completati dagli accessori: borse, pochette, orecchini, anelli e collane, tutti rigorosamente in materiale da riciclo. Fil di ferro e foglioline di vetro recuperate da un vecchio lampadario e dipinte con colore nero, per la collana, rete frangivento e cordoncino nero per la borsetta, oppure tasti di vecchie tastiere bianchi e neri alternati come a creare una scacchiera, che diventano abito, orecchini e collane.

Simone Perricone non è da solo in questa sua avventura di creatore di moda ed accessori. Si avvale di alcuni collaboratori fra i quali la mamma Giovanna La Rocca e alcuni infaticabili mani come quelle di Maria Giaimo, Pietro Miceli e Giovanni Girgenti che da anni mettono in pratica le sue idee, intrecciano fili, incollano carta e cuciono rete frangivento, per una collezione unica, al passo con i dettami di un codice ambientalista dove tutto è nuovamente utile.

Gli abiti di Simone Perricone sono stati indossati in diverse sfilate organizzate sia nell'Agrigentino che nel Palermitano. La sua moda ha avuto anche risalto nazionale in occasione della partecipazione del Comune di Sciacca al noto programma di Michele Guardì “Mezzogiorno in famiglia”. Di recente la sua collezione è stata indossata da straordinarie modelle russe in occasione degli spettacoli della “Settimana Russa in Sicilia”.

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